Puls Fabata: la zuppa che vince i canoni delle diete moderne 

Porta in tavola la zuppa dell’Antica Roma e scopri le proprietà nutrizionali di un piatto unico.

La civiltà dell'Antica Roma è stata la prima a costruire le città come le intendiamo oggi e a sviluppare il suo senso civico anche in cucina. I pasti, principalmente la cena, erano vissuti come un momento conviviale fatto di relax e condivisione. In tutte le tavole, da quelle più umili a quelle patrizie, il piatto principale era la puls. Si tratta di una polenta ottenuta con farina di farro cotta in acqua e sale a cui si potevano aggiungere le fave (da qui il termine latino puls fabata) oppure altre tipologie di legumi, cavoli, cipolle, formaggio. La puls costituiva l’alimento principale in quanto il pane non era ancora diffuso prima del II secolo a.C. Oggi Archeo Food ha creato la sua versione originale di puls fabata che può essere consumata a ogni pasto, in quanto costituisce un nutriente eccezionale per la dieta mediterranea. La zuppa è composta da farro, cereale altamente digeribile, e da fave secche decorticate con cipolla e prezzemolo. La preparazione, prevede una cottura separata che si ricongiunge al termine quando le fave vengono spezzettate e mescolate insieme al farro. La zuppa è la base ottimale per essere degustata con verdure o formaggi. Inoltre questo piatto è un’ottima fonte di proteine, vitamine, sali minerali e ferro, oltre a garantire la presenza di elementi come il selenio che contrasta i radicali liberi. Insomma i Romani erano già sulla strada giusta per una sana e corretta alimentazione.

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