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Il Salmone e l'inconscio

   di Paolo Braconi

Né passerò sotto silenzio te, salmone rosso, che fai sentire sul pelo dell’acqua i colpi casuali della tua larga coda dal profondo del gorgo, quando il battito oscuro è tradito dalle acque calme.

E tu, col petto corazzato di squame e la fronte liscia, destinato a essere portata di un pranzo che metta in imbarazzo i commensali, sopporti senza guastarti un indugio anche lungo;

spicchi per le macchie del corpo e il fianco enorme che oscilla, il ventre ondeggia con il grasso addome.

Con questi versi Ausonio, nato in Gallia ma a lungo vissuto nella Roma nel IV secolo, celebra il salmo, uno dei pesci  più rinomati della Mosella, tributaria del Reno. In effetti,  il salmone vive in acque fredde e pulite e non appartiene alla cultura alimentare del Mediterraneo ma al mondo più aperto degli oceani; se ha popolato dalla preistoria alle soglie dell'età moderna molti fiumi di Europa e Africa, ciò è avvento in quei corsi d'acqua che raggiungevano a varie latitudini l'Atlantico.  Difatti  anche Plinio il Vecchio ricorda come l' isox (altro nome antico del salmone) fosse il più pregiato tra i pesci di fiume in Aquitania, altra regione della Gallia atlantica.

Le fredde terre del nord sono dunque l'habitat d'elezione di questo pesce anadromo (che nasce in acqua dolce, va a vivere e crescere in mare e poi torna a riprodursi e morire nelle acque native). Ovviamente era nota fin dall'antichità  la sua capacità di risalire corsi d'acqua con grandi salti, tanto che alcuni facevano derivare il suo nome latino salmo proprio dal verbo salire(saltare).

Così diffuse e pregiate erano le sue carni, specie per le popolazioni nordiche, che entrarono anche nella mitologia irlandese con la saga del "Salmone della saggezza": il druido Finegas catturò il mitico Salmone che avrebbe dato saggezza e ispirazione a chi lo avesse mangiato; si fece aiutare nella cottura dal suo assistente Fionn, che accidentalmente si scottò un dito con il grasso che colava, se lo mise istintivamente in bocca e assaggiò per primo il pesce assumendone le magiche virtù, invece del maestro.

Il grande apprezzamento del salmone sulle tavole dell'Europa medievale e moderna è sottolineato dalla sua importanza presso corti e palazzi, specie in Francia, dove esistevano vivai e vere e proprie riserve acquatiche in grado di assicurare il rifornimento delle tavole più sontuose.  Questa fama di cibo di lusso si è mantenuta nel tempo, come prova il paradosso cinico reso famoso da Sigmund Freud.

Un signore decaduto ottiene in prestito 25 fiorini da un conoscente benestante, descrivendogli a fosche tinte il suo stato miserevole. Non passa un giorno e il suo benefattore lo incontra al ristorante, davanti a un piatto di salmone con maionese. E lo rimprovera: “Ma come, Lei mi chiede del denaro in prestito e poi ordina del salmone con maionese. A questo dunque serviva il mio denaro?” – “Proprio non la capisco – risponde l'accusato. – Se non ho denari non posso mangiare salmone con maionese. Se ho denari, non devo mangiare salmone con maionese. Ma allora, quand'e` che riuscirò a mangiare salmone con maionese?” (S. Freud, Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio, 1905).

Il padre della psicanlisi ricorre dunque al salmone con la maionese per esemplificare uno dei temi centrali nella formazione dell'inconscio:  l'eterno conflitto tra bisogni e desideri.

 

 

 

 

   

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Aggiornato il: 15 luglio 2017