il · senso · del · gusto · per · la · storia

the · sense · of · taste · for · history
  SHOP ONLINE
 
Home Chi siamo Archeologia e Cucina Prodotti Attività ed Eventi Contatti

Il sale, Ercole e i pastori

   di Paolo Braconi

Le antiche comunità di pastori vivevano seguendo le greggi alla perenne ricerca di cibo, a seconda del variare del clima. Dai monti dell’entroterra, dove durante la bella stagione non mancavano  pascoli e foreste ombrose, scendevano alle  pianure costiere, dove il clima più dolce forniva pascoli invernali. La vicinanza del mare aveva anche un altro vantaggio: si poteva più facilmente trovare il sale, indispensabile integratore alimentare per uomini e animali e conservante insostituibile per carne, pesce e formaggi. Per questo motivo, tra le innumerevoli pianure costiere che la Penisola poteva offrire, le preferite dai pastori erano quelle in cui la conformazione dei suoli, spesso per la presenza di zone acquitrinose in corrispondenza di foci fluviali, aveva consentito la formazione di saline.

Proviamo a fare qualche esempio:

La Puglia è stata per millenni meta della transumanza invernale delle greggi che pascolavano in estate sull’Appennino centro-meridionale; e infatti la regione non solo offre ricchi pascoli invernali, ma è ricca di saline litoranee, come quelle celebri di Margherita di Savoia, presso l’antica Salapia, dal nome eloquentissimo. Anche le  basse terre costiere degli Etruschi offrivano riparo dai freddi inverni e facile rifornimento di sale ai pastori dell’entroterra appenninico. Persino Pompei dovette la sua strategica posizione (rivelatasi poi tragica)  presso  la  foce del fiume Sarno proprio alle contigue saline, che attirarono i primi frequentatori della zona. Qui si venerava il dio Ercole, il divino pastore-protettore delle greggi e delle merci da rapinatori umani e animali. Questo rapporto con un fiume, Ercole e la transumanza spiega anche il più illustre caso in cui il sale ha giocato un ruolo determinante: quello di Roma. Occorre ricordare che Roma nacque proprio in prossimità di un facile guado del Tevere (vicino all'isola Tiberina), dove la Via Campana, cioè quella proveniente  dal Campus Salininiensis (le antichissime saline di Ostia), passava all'altra sponda e, assumendo il nome di Via Salaria, proseguiva verso l'entroterra sabino. Proprio in prossimità del guado si praticavano in epoca antichissima il mercato del sale e del bestiame (Foro Boario) e uno dei più importanti culti di Ercole, quello dell'Ara Maxima. Possiamo insomma condividere questa considerazione: “Sarebbe assurdo pretendere che Roma debba la sua grandezza solamente e unicamente alla sua “strategia del sale”… ma si può affermare senza esagerazione che senza le paludi salate di Ostia, Roma non sarebbe mai divenuta la capitale di un grande impero e che, probabilmente, non sarebbe mai esistita” 

(A. Giovannini,1985)

 

   

Inviare a info@archeofood.com un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.
Aggiornato il: 15 luglio 2017