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Il gelato, un dono dell'Etna

   di Paolo Braconi

La disponibilità di ghiaccio e in generale di macchine per fabbricare il freddo è per noi così usuale che  ci sembra quasi impensabile un mondo che potesse farne a meno; la stessa cosa ci pare del resto anche per l'acqua corrente che sgorga a nostro comando dai rubinetti.

Eppure, così come ci si lavava anche senza avere acqua condotta in casa, si potevano gustare gelati prima che si inventassero i frigoriferi, anzi assai prima che si scoprisse l'energia elettrica.

La neve e il ghiaccio sono da sempre stati utilizzati dall'uomo per rinfrescare e conservare. La necessità ha indotto i popoli antichi a scoprire mezzi, strumenti e macchine per conservare, trasportare e manipolare la neve che cadeva regolarmente sui monti e stagionalmente anche in pianure e colline. Neviere e ghiacciaie hanno per secoli, appunto fino alla produzione industriale moderna, refrigerato il vino di Greci e Romani e prima ancora prelibati rinfreschi dei popoli della Bibbia (come il latte di capra misto a neve offerto da Isacco al padre Abramo).

Avendo a disposizione la materia prima, il ghiaccio, è ovvio che anche la sua manipolazione con ingredienti come latte, frutta, miele (solo più tardi lo zucchero), uova (poi anche zabajone) sia stata sempre a portata di mano. Dunque non è facile, forse impossibile, stabilire chi e quando abbia inventato il gelato, o il sorbetto, o il semifreddo. L'unica cosa certa è che i popoli del Mediterraneo antico ne conoscevano già diverse varianti.

Risulta tuttavia sicuro il ruolo che la Sicilia ha giocato nella scoperta (meglio sarebbe dire riscoperta) del gelato durante la dominazione araba. Il ghiaccio dell'Etna, gli agrumi, lo zucchero, il sole che spinge a cercare refrigerio, il genio creativo di un popolo che ha distillato il meglio di saperi e sapori millenari, sono gli ingredienti che hanno generato il primo grande gelataio dell'età moderna.

Se infatti è vero che già nel Cinquecento la corte francese sotto Caterina dei Medici  era stata stupita dalle invenzioni di due toscani, Ruggeri e Buontalenti,  creatori di gelati, è solo a Francesco Procopio de'Coltelli da Acitrezza (Catania) che si deve il perfezionamento e il lancio di questa nuova irresistibile moda nel jetset mondiale. Ne 1686 nasce infatti a Parigi quel Cafè Le Procope  che conquistò l'Europa  con le granite e i sorbetti inventati, nonostante il nome francesizzato,  da un conterraneo dei Malavoglia.

 

 

 

 

   

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Aggiornato il: 15 luglio 2017