il · senso · del · gusto · per · la · storia

the · sense · of · taste · for · history
  SHOP ONLINE
 
Home Chi siamo Archeologia e Cucina Prodotti Attività ed Eventi Contatti
I Fagioli e l'America

   di Paolo Braconi

 

È opinione diffusa che i fagioli siano uno degli alimenti importati dalle Americhe e, dunque, sconosciuti all'Europa prima del viaggio di Colombo.

Si tratta di un' opinione vera e falsa ad un tempo. È vera se si riferisce ai fagioli così come oggi li intendiamo, Borlotti, Cannellini, Bianchi di Spagna e così via; è falsa se la riferiamo ai "fagioli dall'occhio", dai semi più minuti, in genere bianchi, con l'inconfondibile macchia nera all'attacco del seme al baccello. In questo caso, infatti, non si tratta di fagioli nel senso moderno del termine (faseolus vulgaris, quello americano), ma di una specie molto antica in Europa, nota ai Greci, con il nome phásēlos, phasíōlos e ai Romani, che lo trascrivono phaselus, phaseolus. La parola tradisce il riferimento alla forma di piccola imbarcazione (phaselus = vascello) suggerita dall'involucro dei semi. Metafora nautica ancora usata, per altra leguminosa, in alcune parlate dell'Italia centrale dove le fave vengono chiamate "scafi".

Ai più antichi fagioli dall'occhio noti nel Vecchio Continente, dai botanici chiamati anche "dolici" e, più recentemente, assegnati al genere "Vigna", si riferiscono dunque le fonti antiche e medievali quando ci parlano di faseoli. La Fagiolina del Lago Trasimeno (Vigna unguicolata), che tanta fortuna oggi riscuote sulle nostre mense, ad esempio, appartiene proprio a questo genere. Sia i ricettari antichi, come quello di Apicio, che quelli medievali, come il Liber de coquina (XIII secolo), tramandano diverse ricette relative a faseoli, che potevano, allora come oggi, essere consumati sia secchi che verdi, ossia con la buccia ( i faseoli virides di Apicio).

Quando, dal XVI secolo in poi, presero piede in Europa i semi dei fagioli importati dal Nuovo Mondo, il vecchio termine "phaseolus/faseolo" prese ad indicare queste nuove e più redditizie specie, che via via soppiantarono gli antichi "faseoli", quelli, per così dire, occhiuti.

I nuovi fagioli, per le caratteristiche della pianta e dei frutti, apparivano simili a quelli già noti ma,   per dimensioni e varietà dei colori dei semi (neri, rossi, "marmorizzati" ecc.), suggerivano un'origine esotica. Fu  così  che, come per il mais e per il tacchino, anch'essi introdotti dal Nuovo Mondo, quest' origine remota venne fantasiosamente identificata con le Indie o la Turchia. Accanto al grano turco (mais) e alla gallina d'India o di Turchia (tacchino), che ancora oggi in francese si chiama dinde o  dindon e in inglese turkei, ecco comparire i fagioli turcheschi.Così infatti il medico senese Pietro Andrea Mattioli chiama i fagioli "americani" quando, alla metà del Cinquecento, si avviavano ad essere i faseoli vincenti nei campi e sulle mense d'Italia e d'Europa.

 

 

 

 

 

   

Home ] Su ] Il carciofo, il pomodoro .. ]

Inviare a info@archeofood.com un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.
Aggiornato il: 15 luglio 2017